Estro e grazia nel Settecento. Trii di Boccherini e Haydn.

Note di sala: introduzione al concerto

Estro e grazia nel Settecento. Trii di Boccherini e Haydn

Salotto musicale di OperaExtravaganza

Sabato 10 ottobre, ore 18:00

Vicolo del Sole 11, Vetralla (VT)

Interpreti

Veronica Arcangeli, violino

Andrea Fossà, violoncello

Luigi De Filippi, Pianoforte

LUIGI BOCCHERINI

Luigi Boccherini, nato a Lucca nel 1743 e morto a Madrid nel 1805, è stato uno dei più grandi musicisti del Settecento, soprattutto nel campo della musica da camera.

Violoncellista eccelso, si fece notare da ragazzo per uno stile strumentale affascinante e una vena musicale felice. A poco più di vent’anni si trasferì in Spagna alla corte dell’Infante di Spagna Don Luis, dove alternò momenti felici costellati di successi a momenti più difficili, quando si ritrovò oggetto di ostilità e gelosia di colleghi influenti.

Boccherini non scrisse opera italiana ma solo una Zarzuela spagnola; i suoi sforzi migliori confluirono nella sua incessante produzione di trii, quartetti e quintetti, che divennero dei piccoli best sellers della nascente industria editoriale. Addirittura, alcuni editori spregiudicati stamparono copie pirata di lavori di Boccherini, suscitando le ire del compositore, di una rettezza e una onestà estrema. 

Si può ben dire che, se Boccherini fosse vissuto nell’era dei diritti d’autore, sarebbe stato un compositore benestante: sarebbe bastato il suo celeberrimo Minuetto per renderlo ricco. Ma nel tempo in cui lui visse le buone vendite editoriali non bastarono per proteggere il compositore dalla povertà, che lo accompagnò negli ultimi, tristi, anni della sua esistenza. 

JOSEPH HAYDN

Uno dei geni del periodo classico, giustamente accostato al suo amico Mozart nell’olimpo dei compositori preromantici, Joseph Haydn è ritenuto il padre della Sinfonia, del Quartetto d’archi e del Trio con pianoforte. Pur senza esserne stato realmente l’inventore, Haydn ha plasmato il linguaggio e la struttura formale di questo repertorio; tutti i compositori tedeschi delle successive generazioni e non pochi maestri di altre nazioni hanno attinto a piene mani alla ricchezza lasciata dal maestro nelle sue tantissime composizioni.

Nato nel 1732, Haydn dimostrò doti precoci, tra cui una bella voce di soprano che sfoggiava nelle funzioni religiose della domenica. Dopo la muta della voce il giovane studiò come poté, finché non si imbatté a Vienna in un eccellente compositore napoletano della vecchia scuola, Niccolò Porpora. Poco più che un ragazzo, Haydn divenne valletto e allievo dell’anziano compositore, assimilando uno stile musicale basato sulla solida tradizione di una grande scuola.

Le doti artistiche e caratteriali di Haydn gli permisero di entrare ancora giovane al servizio del principe Esterhazy, alle cui dipendenze rimase per quasi trent’anni, divenendo gradualmente sempre più apprezzato e stimato. Al termine del suo impiego il compositore, uscendo dall’atmosfera protettiva e un po’ ristretta della corte, si scoprì un personaggio famoso, la cui musica era venduta in tutta Europa. Questa sua notorietà gli fruttò due lunghe, trionfali e assai remunerative tournée in Inghilterra. Al ritorno in patria, arricchito in tutti i sensi, si poté finalmente dedicare a lavori di ampio respiro scritti più per un proprio bisogno che per soddisfare i committenti: nacquero così i due grandi oratori La Creazione e Le Stagioni.  

A cura di L. De Filippi

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